venerdì 6 gennaio 2017

M. E altre storie.

Non ci credete quando vi dicono che le Favole non esistono.
non credete nemmeno a me quando vi dico che e streghe non hanno diritto al grande amore.
Loro sono solo un po' più sfigate, complicate, difficili da convincere.
si lasciano prendere dal panico e proprio non ce la fanno a credere che questa volta, il salto nel vuoto, non atterrerà per l'ennesima volta nei rovi.
Non credete che siano sempre e solo le principesse a vincere, anche a loro si rompono i tacch delle scarpe di cristallo comprate su siti cinesi per fare scena.
Non ridete troppo quando inciamperanno in quei bellissimi vestiti, trovando le extenction appese da qualche parte,sembrando spaventapasseri.
Streghe, principesse, ranocchi, principi, bestie...
non conta.
le favole esistono ma la verità è che non sono per bambini.
la verità è che i veri antagonisti non sono personaggi dai musi allungati troppo truccati, con voci roche.
i veri antagonisti,siamo noi stessi.
Siamo noi, a mettere le nostre paure davanti ai nostri sogni, a privarci di un'emozione per paura di quello che succederà quando e se finirà.
Siamo noi i veri scrittori delle favole che vorremmo vivere.
Quindi non credete a nessuno che dica che non ce la potete fare.
Anche quando tutto sembra in salita, sul ghiaccio, senza i ramponi.
anche quando le gambe non tengono, le notti insonni non si contano più, le persone parlano, le cose ''giuste da fare'' sono esattamente l'opposto di quello che state facendo.

Non è il bacio a tramutare la bestia in principe.
Ma i tentativi che ha fatto, le cose che ha sbagliato, le persone sbagliate che ha provato, il lavoro che ha fatto su se stesso per arrivarci ...
A QUEL BACIO.
CI CONCENTRIAMO SEMPRE SU COME LE FAVOLE FINISCANO CON IL ''FELICI E CONTENTI''... DIMENTICANDOCI CHE PRIMA DI QUESTO, C'è IL ''VISSERO''.
ECCO COME DOVREBBERO FINIRE LE FAVOLE.
ECCO COME TI PROMETTO SARANNO TUTTE LE TUE.
M.
che sta per Martina. 

ma anche per.


giovedì 23 giugno 2016

a qualche anno fa Nina.

Stasera ho sentito una bella canzone d'amore francese... 
Di quelle che senti per le strade e che ti entrano dentro anche quando non ci presti attenzione. 

Diceva "le donne sono più belle dopo la pioggia". 
La pioggia di Parigi ovviamente. 
Parlava di una donna straniera con Parigi negli occhi. 

E io me la sono immaginata. 
Ho immaginato lei. 
Un po' pazza e di una bellezza sregolata. 
Accoccolata contro un mezzo sconosciuto dagli occhi scuri e densi. 
Li ho immaginati passeggiare sotto Notre Dame con la luna immensa di queste sere. 

Una chitarra strimpella, la gente ride. 

"Vuoi ballare con me?


C'e qualcosa di magico in due anime che ballano al ritmo della stessa canzone senza suono.


martedì 12 aprile 2016

under my skin

mi chiedono se mi pento mai dei tatuaggi che ho fatto.
mi guardo allo specchio dopo un bagno pieno di pensieri e mi pongo io stessa la medesima domanda.
mi pento dei tatuaggi che ho fatto?
è  come chiedersi se ti penti degli errori che hai fatto.
degli amori che hai amato, vissuto, odiato.
come pentirsi delle persone che si sono incontrate.
pentirsi delle decisioni che hai preso, delle strade che hai percorso,
di quelle che hai evitato, per poi ritrovartici lo stesso.
Mi pento dell inchiostro che mi sta macchiando la pelle e l'anima?

L'anima è un foglio bianco da riempire, e in fondo non interessa a nessuno quello che ci scrivi sopra.
C'è chi parla di essere buone, di essere brave, di essere sempre giuste.
Io dico che alle volte essere cattivi, tanto cattivi, fare quello che si vuole, ferire per finirla di essere sempre e comunque solo feriti; alle volte essere cattivi è l'unica scelta che si ha per vivere.
è sbagliato?
Perche?
Quello che ci interessa, dentro, in quell'angolo di stomaco dove non ci finisce che rabbia e bile, è davvero la FELICITà???
Per favore non scherziamo che le favole non solo non esistono, ma hanno anche una struttura narrativa noiosa e semplicistica.
Io non ci sto.
Io non ci credo che tutto quello che vogliamo sia essere felici.
Io credo che tutti nella vita abbiamo bisogno di qualche botta, riscorsa presa male, qualche storta, qualche graffio, qualche cosa per cui strillare.
La felicità non ti fa alzare la mattina.
La felicità non ti fa scrivere poesie.
La felicità non da lo slancio che ti serve per rompere la gabbia in cui sei, e partire.
La felicità non ti fa tornare a casa.

Perchè amo i miei tatuaggi?
perche mi ricordano ogni giorno delle ferite che mi porto dietro, senza permettermi di pensare nemmeno per un momento di voler vivere felice e contenta.

Quindi no,
non mi pento di questa pelle inzuppata di tossine e linee poco dritte.
Come non mi pento di tutto quello che ho vissuto.
Non mi pento di aver amato le persone sbagliate.
O di essere stata io quella persona sbagliata.
Non mi pento di aver detto NO, e di aver vissuto anni pensando che una persona fosse la mia anima gemella.
Non mi pento nemmeno di aver vissuto in funzione di un ricordo.
Non mi pento di essermi fatta manipolare da una persona che forse più che veramente cattiva, altri non è che un insoddisfatto cronico, ignorante, incapace di vedere le persone che lo circondano per quello che realmente sono.
Non mi pento di essere tornata per amore e partita per un amore ancora più grande.
Non mi pento di niente.
Nemmeno di quello che non ho fatto.


martedì 2 febbraio 2016

space boy, italian granny and other stories

c'è qualcosa di tremendamente elettrico in due mani che si sfiorano. 
in due mani che si sfiorano la prima volta. 
che si scoprono, 
che si cercano. 
c'è qualcosa di tremendamente istantaneo in due mani che si incrociano. 
in due mani che si uniscono. 

è capitato così. 
in un vecchio pub malconcio di una Parigi sperduta in discorsi randagi. 
è capitato così che la mia mano si è staccata dalla tua per tornare a fare qualcosa che non faceva da tempo. 
scrivere. 
scrivere di due mani che si sfiorano per la prima volta, 
al ritmo di una chitarra e il rumore di bicchieri. 

tu sai di fumo e biscotti. 
di spazi infiniti e di infinite possibilità. 

hai presente la teoria che mi hai spiegato? 
quella secondo cui, semplificando, prendere una decisione, anche la medesima, in una frazione di secondo diversa da quella in qui la prendi; porterebbe a cambiare potenzialmente tutto? 
ecco da quando me l'hai spiegata continuo a pensarci. 
e mi sono sentita terribilmente fortunata quando ho realizzato che nonostante non possa sapere niente, se non che si può avere il mal di pancia dal ridere; perchè se il prendere tutte le decisioni che ho preso nel momento in cui le ho prese, mi ha portato a mangiare cookies con te, su un divano con Parigi tutta intorno.... 
beh allora questo piccolo spicchio di spazio tempo che ho scelto... 
non è poi così male.

MERCI.


giovedì 19 novembre 2015

NOTE DA PARIGI 2

Sto tornando. 
anche questa volta sto tornando. 
come se ci fosse qualche che mi tiene legata all’Italia. 
come se ogni partenza fosse in realtà solo l’ennesimo ritorno. 
Ho perso tutto. 
La Carta d’Identità, tutto. 
Non ho un documento che attesti chi sono. 
Non sono Niente. 
Non sono nessuno per 24 ore. 
Ma forse Qualcuno non lo sono mai stata nemmeno lo sarò mai. 

Mi mescolo tra le persone come l’olio e l’aceto. 
Se emulsiono bene, seguendo la ricetta, per un po’ la mistura tiene, ma poi ecco che torno di nuovo a slegarmi. 
Slegata. 
Ecco come mi sento. 
Slegata dalle mie origini, ma anche dal mio viaggio. 
Come un aquilone smarrito nel vento da un bambino distratto. 
Come se esistessero ancora poi, i bambini che fanno volare gli aquiloni. 

Amo trovare me stessa in Paesi dove non riesco nemmeno pensare nella mia lingua. 
Paesi stranieri dove non percepisco l’angoscia di essere estranea tra estranei. 
Non so bene cosa sto facendo, dove sto andando. 
La mia vita sembra un continuo salto alla cieca su treni di cui non conosco né partenza né destinazione. 

Mi affeziono a personaggi strani di tanto in tanto. 
Personaggi ai confini del reale e della Realtà. 
Mi affeziono a loro e alla mia lettura del loro Essere, spesso migliore, più ricca e interessante, di quello che rivelano nel loro passaggio all’interno della storia. 
O forse non incontro nessuno ed è tutto nella mia testa. 

Come un romanzo in movimento, troppo mutevole per essere fissato su un foglio. 
Ci ho provato, eccome se ci ho provato. 
Ma questo si altera appena scritto, rendendo i racconti obsoleti, incompleti, imperfetti. 

Così come lo siamo io e te. 
Tu, il personaggio più bianco che potevo incontrare. 
Ricco di spunti per la mia immaginazione traviata da letteratura antica, che alcuni definiscono passata. 
Come se la letteratura potesse avere una data di scadenza. 

E in questo continuo scambio tra Personaggio e Persona non so dove fissarmi. 
Non so dove fermarmi a prendere fiato. 
In questo viaggio continuo dove ogni giorno carico la valigia di cose, emozioni, parola, pensieri, progetti, persone, di me, di te, di noi, di loro, di altri, di altro. 
La valigia si fa sempre più pesante, senza selezione, senza una definizione. 
E io non so dove fermarmi. 
Non a riposare, quello non lo farò fino a quando questa smania, non finirà di bruciarmi dentro. 
Mi voglio solo fermare e svuotare tutto. 
La valigia, le tasche, il cuore. 
Rimanere senza niente per un secondo e ripartire. 
Mollando tutto li magari, lasciando che siano le cose a seguirmi, e non io a caricarmele in spalla. 

Si corre il rischio di essere troppo leggeri facendo così. 
Di prendere il volo. 
Ma tanto Icaro insegna che quando ti avvicini troppo al Sole, ci pensa lui a schiacciarti di nuovo giù, no? 

E se non mi seguirà niente e nessuno, posso sempre fare spazio e vedere cosa arriva. 
E se avrò sbagliato, se non troverò di meglio, mi accontenterò del ricordo di quello che ho avuto, cercando di non confonderlo mai con quello che avrei voluto e che avrebbe potuto - dovuto essere. 
Il confine tra le parole è sempre infinitamente sottile  e vago. 
Come del resto lo è tra sogni e desideri, realtà e possibilità, difficoltà e successo. 

Sto tirando una corda che mi è capitata in mano per Caso. 
L’ho seguita sull’onda dell’entusiasmo scaturito dal fatto che una cosa nuova, una cosa per la quale mi sentivo finalmente degna, fosse finalmente arrivata per me. 
Solo ora mi accorgo che strada ho intrapreso. 
Solo ora mi rendo conto di tutto. 

E forse dovevo perdere me stessa, il mio Nome, le mie determinazioni,per trovare nuove coordinate; o un nuovo punto di vista su quelle che già conoscevo. 

Non so quanto sia lecito pormi la domanda ‘’Chi sei?’’ 
Ma ci voglio provare comunque a dare quella risposta. 

Sono una penna inceppata proprio quando una poesia delle migliori che hai dentro, 
preme per uscire. 
Sono un ombrello rotto sotto la pioggia, 
l’unico giorno in cui hai ricordato di portarlo. 
Sono il libro che cerchi da anni, difficile da reperire, trovato in un negozio di seconda mano che accetta solo contanti, 
quando tu hai speso gli ultimi che avevi per prenderti un caffè. 
Sono quella ragazza con cui riesci ad immaginare una famiglia e un futuro insieme, 
proprio mentre la stai salutando per l’ultima volta in stazione. 

Ma sono anche il tovagliolo dove quella poesia, alla fine, troverà il modo di venire fuori, 
magari anche più bella di come pensavi. 
Sono anche la risata che ti farai correndo sotto l’acqua, 
anche se ti prenderai un malanno. 
Sono anche la sorpresa che avrai negli occhi trovando lo stesso libro sotto l’albero, 
anche se a te il Natale, non è che faccia proprio impazzire. 
E sono anche quella che torna a prenderti, 
perchè non si parte per scappare ma per scoprire. 

Piacere Mondo. 

Martina Signaroldi (in ‘’arte’’ Merli) 
Nata a Piacenza, 
il 25 Dicembre 1989 
( uh si! proprio il giorno di Natale, guarda che caso.
 Eh si, niente auguri e un regalo solo, nel caso ve lo state chiedendo) . 

SEGNI PARTICOLARI: Li sto cercando. 


TGV PARIGI - MILANO 

17 NOVEMBRE 2015



martedì 3 novembre 2015

note da Parigi 1

Parigi. 
da quando sono arrivata, forse questo è il primo momento in cui sto davvero realizzando dove sono, e cosa sto facendo davanti ad una pagina bianca, vogliosa di essere riempita di riflessioni. 
Parigi. 
Io sto vivendo a Parigi. 
non come turista. 
io ho una camera e un  lavoro a Parigi. 
la città che nemmeno nei miei sogni più proibiti ho sognato di vivere diversamente che da turista. 
sono qui. 
la sto respirando. 
la sto vivendo. 
e lei sta vivendo e respirando me. 
esco di casa e mi perdo tra le sue vie, tra le sue voci e le sue parole non sempre comprensibili. 
tra le sue luci... del resto è la ville lumiere.... 
intorno a me si dipanano vite di completi sconosciuti. 
lavoro nel quartiere delle arti. 
vuol dire che qui esiste un intero quartiere in cui possono vivere solo artisti. 
le finestre del cafè dove lavoro, danno direttamente sulla sala prove del Gran Balletto di Parigi. 
La Cafeotheque oltre ad essere un approdo sicuro per qualunque amante del caffè, hipster o no... è anche un porto dove si possono trovare musicisti, poeti, scrittori, pittori....
sembra che tutta l'arte esistente in questa parte del globo, prima o poi passi di qui. 
e io ci sono dentro. 
in pieno. 
per quanto cerchi di stare a galla, non riesco a non farmi trascinare da questo vortice di eccitazione e aspettative. 
so che probabilmente il peggio si presenterà.... 
ma porca miseria sono a Parigi e lavoro nel quartiere delle belle arti! 
vivo sotto la Tour Eiffel e faccio un lavoro che adoro.... 
probabilmente è un sogno. 
probabilmente mi sveglierò nel mio appartamento ammuffito di Milano, per passare un altro giorno a rincorrere qualcosa che continua a sfuggirmi di mano. 

ma per il momento sono a Parigi! 

e come direbbe Woody: 
''che Parigi esista e qualcuno decida di vivere in un altro posto nel mondo, io proprio non riesco a capirlo.''





domenica 14 giugno 2015

Fantasmi.

E poi compaiono cosi i fantasmi che ti porti dietro da una vita. 
Quelli che tieni incastrati dietro il perenne nodo alla gola 
che ogni giorno, ogni ora, ogni secondo,
mandi giù, 
ma che rimane incastrato dando alla tua voce un che di malconcio. 
Ti si presentano di fronte una notte come mille altre. 
Una notte dove non importa di quanti cuscini, coperte, vizi ti circondi. 
Ci sarà freddo con 30 gradi,
 caldo con la neve, 
non si respirerà,
 le mani tremeranno,
 il letto con il materasso più comodo del mondo; 
sembrerà acuminato, troppo grande, scomodo, scottante. 

Puoi solo guardarli i tuoi fantasmi. 
sederti con loro, bere una tisana 
e per l’ennesima volta sviscerarli,
come se fosse la prima, 
sapendo che non sarà l’ultima. 
Conoscendoli sempre un po’ meglio,
ingrandendoli, cambiandoli, affezionandotici. 

Perchè quando compaiono, ti prendono per la solitudine che ti porti dentro. 
Quella che ti ovatta anche in mezzo a tutta la gente. 
Quella che ti fa sentire fievoli gli abbracci più calorosi, 
banali i baci più impetuosi. 
Quella solitudine di chi comunque deve andare avanti, 
non importa come, 
non importa dove,
perchè avanti è sempre meglio che girarsi e guardare indietro… 

E alla fine capisci che, 
sedute a quel tavolo, a bere quella tisana, 
ci siete solo tu e lei, la solitudine.. 
E che tutti quei fantasmi alla fine, 
non sono altro che ologrammi di un’unica paura… 
Che la solitudine sia l’unica scelta.

M.


domenica 1 febbraio 2015

NOTTE FONDA, INCHIOSTRO E JAZZ

scrivo da quando mi ricordo. 
scrivo anche quando non riesco a prendere in mano una penna per mesi, quando fisso il foglio bianco, sempre bianco, giorno dopo giorno. 
scrivo, o meglio, appunto con inchiostro di ricordi le storie che son dentro la mia testa. 
le scrivo, usando la realtà come si usa un foglio di brutta, già scritto da un lato, ma non abbastanza per essere buttato. 
scrivo, invento, leggo storie nelle persone. 
in tutte le persone c’è una storia da leggere. 

solo che. 
solo che adesso scrivere così non mi basta più. 
per questa storia ci vuole molto di più che il solo contenitore della mia testa. 
in realtà per questa storia non credo basterebbe nemmeno tutto il mio corpo. 
questa storia deve uscire. 
ci sono i personaggi che picchiano i pugni contro le mie tempie dall’interno… 
perché vogliono uscire, vogliono vivere, si insomma,
 vogliono viversi. 
ma iniziare è così complicato. 
perché scrivere le cose, nero su bianco, con un inchiostro vero, significa, definire, creare qualcosa che si può toccare. 
qualcosa che può essere letto. 
e si insomma, non so se sono ancora pronta perché mi si legga l’anima. 
ecco che Lui picchia più forte i pugni. 
vuole uscire, se lo merita, è nato per essere uno di quei personaggi che ti rimangono impressi, anche se li incontri in un libro mediocre… 

venerdì 28 novembre 2014

SCEGLI.

Siamo il frutto delle decisioni che prendiamo. 
Scelte. 
La scelta di partire
La scelta di tornare. 
Di amare
di odiare
di soffrire
di non pensarci
di tormentarci.

Siamo il frutto delle nostre rinunce, 
delle nostre sconfitte. 
Scelte. 
La scelta di alzarsi ogni giorno.
La scelta di andare avanti. 
Nonostante non ci sia un motivo. 
Nonostante le gambe siano spaccate. 
Nonostante ci sia uno sconosciuto allo specchio. 
Nonostante i silenzi. 
Le parole. 
Le diete. 
Lo smettere di fumare. 
Il lavoro che non piace. 
La pioggia. 
La metro.
La gente. 

Scelte. 
Di non riconoscere lo sconosciuto allo specchio. 
Di non piacersi. 
Di non accettarsi. 
Scelte. 
Di cambiare. 
Di migliorare. 
Di arrivare. 

SCEGLI. 
                                                        M.


domenica 5 gennaio 2014

IO CREDO NELLE FATE.... C'ERA UNA VOLTA.....

le favole esistono. 
esiste il primo incontro. 
lo sguardo fulmineo, quello in cui dici ''quella persona sarà mia''. 
esiste quell'istante magico in cui due persone si appartengono,
 si appartengono davvero. 
è una cosa sotto pelle, una cosa inevitabile, una cosa che a tentare di spiegarla, si ridurrebbe in niente. 
le favole esistono nel primo bacio, 
nella prima volta in cui le mani si uniscono e le dita si abituano al contatto... 
in cui non sai mai come tenere il pollice e ti da fastidio che il mignolo rimanga fuori...
nella prima volta in cui si fa l'amore, quando rimane l'amaro in bocca, perché le aspettative erano diverse e, fa niente sarà meglio la prossima volta. 
nella seconda volta, quando viene meno la sorpresa della scoperta del corpo dell'altro, ed ecco la spontaneità di due persone che si intrecciano... 
le favole esistono nella prima litigata, quella in cui hai remore a dire qualsiasi cosa per paura che tutto svanisca... 
le favole esistono nel fare la pace subito dopo... 
le favole esistono e proprio per loro natura finiscono. 
il famoso happy ending. 

le favole finiscono e da li parte la vita vera. 
quella in cui i tuoi fantasmi a volte superano ogni barriera che hai posto tra loro e il mondo, escono, e cercano di riportarti nel baratro con loro. 
la vita dove esiste anche il mondo esterno all'altra persona, dove puoi trovare anche quello che fatichi a trovare nella coppia. 
la vita vera che ti fa schifo e vuoi scappare, 
quella in cui sei troppo legato a certe cose per ridimensionarle in favore di altro; 
quella dove il passato non è poi così passato, 
quella dove il futuro di riduce a domani e dopodomani chissà; 
quella dove vuoi solo spegnere i pensieri e fare quello che ti pare senza pensare alle conseguenze; 
quella dove ci sono altre persone interessanti, e che, per la prima volta, si interessano a te; 
quella dove la famiglia è un carico pesante da trascinarsi dietro; 
quella dove magari, semplicemente, non ti innamori... 
quella dove ti innamori e poi ti passa, 
quella dove non ti passa mai, 
quella dove ti delude e ci passi sopra; 
quella dove tu deludi tutti consapevolmente, ma alla fine, diciamocelo, non ti interessa granché... 
quella dove.... 
ce ne sono cosi tante che chissà...

ma forse, anche la vita reale fa parte della storia.
forse la vita reale, non è una strega cattiva da sconfiggere, 
ma  un castello in cui imparare a vivere, 
smettendo di lanciare la treccia fuori aspettando che venga qualcuno a salvarci, ma prendendo da ogni persona qualcosa che ci aiuti ad abbellirlo... 
perché magari non sarà il ''per sempre''... ma comunque, ha contribuito a rendere la trama più interessante... 





martedì 10 dicembre 2013

Vorrei avere le tue mani Mariu'...

Ho letto molte storie di amori "Epici". 
Belle, appassionanti, da togliere il fiato... 
Con una sola pecca... 
Pare che un amore per essere definibile epico, beh, debba avere anche un'epica fine. 
Tendenzialmente, o preferibilmente, tragica. 
Amo gli amori epici, nei libri, anche in alcuni film ben gestiti... 
Ma li amo così, nella finzione... 
Nel mondo astratto dove al massimo a strapparsi e' un cuore di carta. 

Nella realtà...
 io nella realtà ho deciso di credere in un amore "grandioso". 
Esistono moltitudini di storie grandiose e nemmeno ce ne rendiamo conto. 
Le storie grandiose sono quelle, a parer mio, che si sono costruite e distrutte mille volte;che chi le vive, spesso si trova demoralizzato a guardare un muro ricostruito e demolito dalle fondamenta centinaia di vole.... 
Pensando di non arrivare a vedere la realizzazione completa...
Beh le storie grandiose spesso non si realizzano mai del tutto...
rimangono sempre aperte a nuovi sbocchi, a nuove strade, siano anche esse distruttive...
Non si coglie la sostanziale differenza? 
 Le storie grandiose fanno della loro incompletezza la loro forza maggiore: 
le storie grandiose non finiscono. 
Invece di coprire ogni pezzo mancante,chi le vive, li lascia li... Come collante... 
Si, un'assenza che colma. 
Perché quei buchi lasciati li, servono ad essere guardati, nei momenti peggiori, 
in quei momenti dove dici "ok adesso non c'è la faccio più";
perché quei falli solo la voce nella tua testa che ti dice " guarda cos'avete superato ieri"... 
Io credo nelle storie grandiose. 
Credo in chi dice che ci sono rapporti che sono durati 60 anni perché sono nati in periodi dove quello che si rompeva si aggiustava... 
Forse anche perche ti insegnavano ad investire in qualcosa che magari valeva un po' di più... 
E mia nonna lo dice sempre che quello che vale e' la qualità del materiale...



martedì 19 marzo 2013

C'era una volta una stella innamorata

Sfogliando vecchi diari ho ritrovato questa favola... Scritta anni fa e più che mai attuale...

"C'era una volta una stella.
Non era la prima a sorgere la sera, e nemmeno l'ultima a smettere di brillare di giorno...
Era una stella come tante...
La sua unica particolarità era di essere innamorata...
Del mare...
Quello stupendo mare che ogni notte la cullava con la musica delle sue onde di quel colore penetrante...

Ma lui... Lui non vedeva che la Luna.
Per lei cambiava le sue maree...
con la luce di lei creava la strada di latte iridescente che si dice porti all'orizzonte...

L'amore di quell'amante fedele non poteva essere ricambiato dall'amata che viveva di luce riflessa del suo unico vero amore...
Il Sole,
che rincorreva ogni notte,
sperando in un'eclissi fugace...

Fu così che la stella si mise a piangere....
Cadendo le sue lacrime finirono in mare....

Vi siete mai chiesti perché le spiagge dei Caraibi sono così bianche? Perché di notte sembrano brillare?

Quella luce...
È ciò che resta di quella stella....
Che solo spegnendosi e cadendo si è' potuta riconciliare con il mare... "


lunedì 4 marzo 2013

L'amor che move il sole e l'altre stelle (Paradiso XXXIII,145)

'' L'amor che move il sole e l'altre stelle ''(Paradiso XXXIII,145)

Si parla talmente tanto di AMORE.
Anzi, a volte si parla SOLO di Amore.
Ma a volte non ci si rende di quanto l'Amore sia deleterio.
Per amore si muovono le montagne,
 si passano le serate in macchina obbligando gli amici a stare con noi,
a spiare una macchina che non si muove...
senza la minima traccia del proprietario.
Per amore ci si taglia di capelli, si passano ore in palestra, o sul divano a mangiare gelato..
Per amore ci si veste ogni sera sperando che sia quella la sera giusta...
Per amore si scrivono poesie,
si bruciano foto, anche se ho appena scoperto che porta sfiga....
Per amore si accettano tante cose,
si mandano spesso giu bocconi amari senza avere alcun beneficio...
Per amore la guardi andare via tra le braccia di una altro..
Per amore la accetti ogni volta che torna...
Per amore, sorridi anche solo perchè le lacrime sono finite...
Per amore
Per amore
Per amore.

Basta.
Ho passato una vita a leggere belle storie.
Ho passato una vita a cercare di vivere quelle stesse emozioni della carta, delle pellicole...
Ho passato una vita in funzione dell'amore.

L'amore a volte, non basta.
Non basta quando per amore non ti riconosci più allo specchio.
Quando per amore passi pomeriggi catatonici su un divano rimandando ogni altro impegno...
Per cosa?
Perché non ti chiama, non ti parla, non ti scrive, non sa nemmeno che esisti.

L'amore non basta per raggiungere i tuoi sogni,
 è bello quando trovi qualcuno con cui condividerli, ma non sempre succede,
 e comunque, nonostante questo, se trovi la forza di alzarti da quel divano, di andare avanti da solo,
 ok forse non avrai qualcuno con cui brindare la vittoria,
ma almeno avrai qualcosa a cui brindare, no?

L'amore non basta...
E anche se ti si spacca il cuore vedendolo/la con qualcuno che non vale nemmeno una stringa della tua scarpa...
Beh lascia che il cuore si spacchi ma guarda anche cosa c'è OLTRE.
Forse non sarà lo stesso sentimento.
Ho sentito una canzone ieri sera,
scritta da qualcuno che conosce queste cose meglio di quanto lui stesso creda...
''si può amare anche con il cuore spezzato'' .
Si perchè quella persona, quella che arriva quando hai il cuore in pezzi,
magari non è quella che avresti scelto...
ma forse è l'acqua fresca che ti serve per lavar via lo sporco dalle ferite...
solo cosi puoi cominciare a rimettere insieme i pezzi...

Tutto questo....
senza senso
senza un filo logico
tutto questo per dirti...
Ok, l'amore è importante....
Muove il sole e tutte le stelle...
Ma ricordati sempre che perché ci siano quelle stelle e quel sole....
ci deve essere un Cielo....
E TU SEI QUEL CIELO.


venerdì 22 febbraio 2013

E PARLO DI PROFUMO...

IO.

Io non dico mai la cosa giusta nel momento giusto,
non sono mai dove dovrei essere.
Io ho sempre la matita sbavata,
il rossetto impiastricciato,
i capelli annodati, incasinati, elettrici...
i miei vestiti non sono mai quelli che vorrei,
e quando mi piacciono,
mi macchio con qualcosa.
Io non sapevo cosa fosse un mascara fino ai 16 anni.
A ma non piacciono le bambole.
I bambini, poi, non ne parliamo.
Io non ballo perchè tu mi veda, ballo e basta.
La mossa più sexy nel mio repertorio è inciampare.
Io se mangio una fragola ammiccando,
stai sicuro che mi va di traverso...
Io non bevo il cosmopolitan dal bicchiere da cocktail,
perchè me lo rovescerei completamente addosso.
Io sono femminile proprio come una libreria Billy dell'Ikea.

Ma sono io...
sono quel libro stropicciato, rovinato,
che trovi un giorno su una bancarella alla quale ti sei fermato per perdere tempo....
Dalla copertina non lo apriresti nemmeno..
Le pagine sono ingiallite,
con  macchie di caffè e bruciature di sigaretta...
scarabocchi annoiati,
nomi, scritti, cancellati o lasciati li come memento o speranza....

Ti do solo un consiglio...
prima di rimetterlo nella pila...
Annusalo...
Il profumo delle pagine usurate...
è qualcosa di unico.







venerdì 28 dicembre 2012

Le streghe non sono che principesse che sconfiggono i loro draghi da sole..

"Ma in che mondo hai vissuto fino adesso?"
Si...
Io non mi ubriaco...
Non bacio i ragazzi in discoteca...
Credo che i rospi possano diventare principi...
E so anche che i più azzurri dei principi azzurri sono i più rospi che esistono...
Non mi guarderò mai allo specchio vedendomi bella..
Non camminerò mai salda, ne sui tacchi ne con gli Ugg...
Mi basta poco per distrarmi...
Non riuscirò mai a dire di no ad un piatto di Carbonara...
A un buon libro il sabato sera sul divano...
A una bella canzone triste...
Alle mostre,alle foto in bianco e nero...
Ai film delle grandi Dive...
Alle mie amiche...

In che mondo ho vissuto?
Non lo so...
Ma mi sa che recupero un manico di scopa e ci torno al volo....


giovedì 20 dicembre 2012

PORTAMI OVUNQUE...

Caro MONDO...
ti scrivo perchè molti, forse troppi, dicono che stasera finisci...
stanotte, domani, forse dovevi già finire, forse finirai...
beh ti scrivo per chiederti PIù TEMPO.
PIù TEMPO PER
AMARE
ODIARE
SOGNARE
ARRIVARE
PARTIRE
FOTOGRAFARE
SCRIVERE
LEGGERE...
Ci sono anche troppe cose che non ho fatto...
Ho ancora posto sotto la pelle per altre storie...
altri respiri...
altri sorrisi...
altri strattoni...
Il mio Cuore ha ancora parti quasi integre da sgretolare...
le mie mani non sono anche rovinate abbastanza...
non ho ancora reso orgogliosa mia mamma...
non ho ancora trovato le parole giuste per mandare via i fantasmi di un'amica...
non mi sono ancora buttata con il paracadute,
LE MIE GAMBE NON SONO ANCORA A PEZZI...
La mia valigia è piena solo a metà,
Caro MONDO, se finisci adesso,non saprò mai se un giorno mi verranno i Cupcake belli come nelle ricette...
e non li potrò nemmeno mangiare tutti e chissene della dieta!

Beh,
capisco anche che tu sia stanco...
che anche se non ne avevi alcuna intenzione,
con tutto quello che si è detto e si sta dicendo ti te,
tu non ne possa più...
E se davvero decidessi di finire...
PORTAMI AL MARE...

 

lunedì 10 dicembre 2012

Gratto la penna su un foglio ed esco io

Scrivere e' come respirare...
Non ti capita mai di avere il fiatone finito un testo suturato giù d'impulso?
Scrivere e' come respirare...
Per certe persone,
Non riuscire a scrivere,
Ad avvelenare di inchiostro oggi di carta,
Tovaglioli, quaderni...
Non riuscire a scrivere
E' come stare in apnea...
All'inizio ti può anche piacere,
Come se fosse una sfida con te stesso...
Tutto e' più lento, ovattato...
Poi cominci a sentirti scoppiare...
E piano piano...
Perdi la sensibilità...
Scrivere e' come respirare...

mercoledì 14 novembre 2012

Sfoglio un libro, e mi ritrovo....

Ho sempre amato le foto in bianco e nero.
Hanno un che dai antico, etereo, infinito...
Ho sempre amato le lettere scritte a mano,
Le pagine sgualcite di libri polverosi...
Ho sempre amato le macchine d'epoca,
il loro muoversi lentamente, con un loro ritmo,
in mezzo al traffico di oggi.m
Ho sempre amato i film con dive cotonate e impellicciate,
uomini come Bogart, con il Borsalino e la brillantina...
Ho sempre amato gli amori impossibili
dei baci cinematografici con lei sempre un po' piegata a casche'...
Ho sempre amato le rughe degli anziani,
quelle che disegnano sui volti le avventure che hanno vissuto...
Ho sempre amato le mani di mia nonna, con lo smalto rosso,
le unghe lunghe, che si muovono velocemente e sapientemente
nella pasta di vecchie ricette di famiglia....
amo i profumi della sua casa,
I graffi sulle poltrone di un gatto viziato...

Amo il passato come e più del presente...
Come se fosse il foglio di uno scrittore,
Un appunto di come sarebbe poi diventato il mio personaggio.... 


giovedì 8 novembre 2012

Non amo la gente la mattina.. O la gente o la mattina...

Non sono fatta per le levatacce la mattina,
Per le domeniche in gita,
I pranzi dai parenti,
I sorrisi finti nelle foto...
Non sono fatta per la merenda dei bambini,
Per il calcio al pomeriggio,
Danza,pallavolo, basket...
Non sono fatta per il sabato pomeriggio in centro,
Per l'estate al mare e l'inverno in montagna...
Non sono fatta per il bacio della buona notte, quello a stampo rigorosamente,
Nella mia cucina ci sarà sempre più odor di bruciato che profumo di pane fatto in casa...

Non ho regole, routine, abitudini...
E non le voglio...

"Abbi una felicità delirante"...
Per non sbagliare, ho iniziato dalla vita...